domenica 29 aprile 2012

            

               WILDT

     L'anima e le forme
 tra Michelangelo e Klimt


      FORLI      Musei San Domenico
        28 gennaio - 17 giugno 2012



                                                   Un Rosario-MCMXV   particolare


Adolfo Wildt ( Milano 1868-1931) è il genio dimenticato del Novecento italiano.
Per lungo tempo, nonostante i riconoscimenti e la fama raggiunti in vita, il suo apprezzamento da parte della critica è rimasto controverso; solo ora si torna finalmente a considerarlo tra i massimi scultori del Novecento.
Estraneo al mondo delle avanguardie e anticonformista, capace di fondere nella sua arte classico e anticlassico.
La sua incredibile eccellenza tecnica e lo straordinario eclettismo furono attaccati sia dai conservatori che dai sostenitori del moderno che mettevano in discussione la sua fedeltà alla figura, la vocazione monumentale, il continuo dialogo con i grandi scultori e i pittori del passato, e la predilezione della scultura come esaltazione della tecnica e del materiale tradizionale privilegiato, il marmo, che lui sapeva rendere con effetti sorprendenti sino alla più elevata purificazione dell'immagine.
Questi aspetti che ne hanno condizionato per lungo tempo la fortuna, esercitano oggi su di noi un fascino nuovo che solo una grande mostra può restituire.
L'idea che governa questa esposizione non è semplicemente quella di una rassegna di carattere monografico, ma quella di un percorso che metta in relazione profonda le sue opere con quelle degli artisti, pittori e scultori del passato come Fidia, Cosmè Tura, Antonello da Messina, Durer, Pisanello, Bramante, Michelangelo, Bramantino, Bronzino, Bambaia, Cellini, Bernini e Canova e di quelli moderni come Previati, Dudreville, Mazzucotelli, Rodin, Klimt, De Chirico, Morandi, Casorati, Martini, Messina, Fontana, Melotti coi quali si è intensamente e originalmente confrontato, attraversando ambiti e momenti diversi della vicenda artistica.
Wildt vuole condurre i gesti, i volti, le figure umane a una nudità essenziale, coglierne l'anima consentendo al pensiero di giungere a un'armonia maturata e composta tra la linea e la forma.





                                             Santa Lucia   particolare


                             Carattere Fiero -Anima Gentile   particolare

                     Monumento Funebre ad Aroldo Bonzagni     particolare


                 Maschera dell'idiota  acquistata da Gabriele D'annunzio

                                             il puro folle ( Parsifal )

                                          Vir temporis actis   particolare


 
una mostra molto interessante, particolare, che val bene una gita a Forlì e se dopo la mostra vi venisse la voglia di mettere qualche cosa di particolare sotto i denti, a due passi dall'ex convento di San Domenico, trovate il Don Abbondio, dove lo chef, che all'età di 36 anni ha lasciato la sua attività di odontotecnico per dare libero sfogo alla sua passione di sempre, vi saprà incantare con la sua cucina essenziale e senza fronzoli....ah ! dimenticavo in piazza Aurelio Saffi c'è un gioiello da visitare è l'abbazia di San Mercuriale con annesso convento.
Vi assicuro che non vi pentirete di questa parentesi artistico-culinaria.




martedì 17 aprile 2012

 Il Monet andaluso Joaquìn Sorolla



Dopo aver visto la mostra che è in corso a Palazzo dei Diamanti a Ferrara, non ho potuto fare a meno di approfondire la mia conoscenza su Sorolla che a dire il vero era inesistente;
mentre infatti è molto famoso in Spagna e in altri paesi, in Italia non è molto conosciuto e soprattutto non veniva qui esposto da circa cento anni, anche se qualcuno lo chiama il Monet dell'Andalusia.
Ho quindi scoperto che ha lavorato molto e oltre ai giardini ha dipinto tanto altro, ma di particolare rilievo mi sono sembrate le marine, con la stessa luce abbagliante che esce dai suoi giardini.
E' stato quasi un colpo di fulmine, me ne sono innamorato, tanto che ho sentito il bisogno di tentare una trasposizione, anche se non facile, da olio ad acquarello.
Devo dire che è stata per me un'esperienza  di grande soddisfazione... mi piacerebbe ripeterla.


 ecco il mio omaggio a Joaquin Sorolla







martedì 10 aprile 2012


MELE


Mele che brillano come oro sotto la luce ancora calda del sole, mele che impreziosiscono gli alberi, mele che scivolano nelle mani del contadino che le raccoglie, rotolando nei cesti, mele che si vestono di sfoglia, mele da gustare, accarezzare, mele in cui perdersi sognando storie e leggende del passato.
Tutto questo e molto di più è Pomaria, la festa per la raccolta dell'oro nella Val di Non.




(...) Quando addentiamo la tua rotonda innocenza torniamo per un istante ad essere creature appena create... ...Io voglio un'abbondanza totale.... voglio una città, una repubblica, un fiume Mississipi di mele, e sulle sue sponde voglio vedere ogni popolo del mondo unito, riunito, nel gesto più semplice della terra:
mordere una mela.
Ode alla mela, Pablo Neruda



                                                 in rosse sorelle
                                                 le forme scolpite
                                                 di nettare e semi tesoro

                                                    la mano le coglie
                                                    avvolte di luci e colori
                                                    preziosi gioielli

                                            appena donate
                                            in silenzio aspettando
                                            profumi e magie

                                                  nel cuore un segreto
                                                  promesse mai vane
                                                  di antiche alchimie


C'era una volta un Re e una Regina, disperati perchè non avevano figlioli. E la Regina diceva: - Perchè non posso fare figli, così come il melo fa le mele? -
Ora successe che alla Regina invece di nascerle un figlio le nacque una mela. Era una mela così bella e colorata come non se n'erano mai viste. E il Re la mise in un vassoio d'oro sul suo terrazzo ........... 

 La ragazza mela - dalle fiabe italiane di Italo Calvino